Antiusura - Ga e Mara

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Antiusura

CHI SIAMO?

I soci fondatori sono un gruppo di persone che hanno vissuto il 'problema' usura sulla propria pelle, fino a decidere per la denuncia e che ora desiderano mettere a disposizione di altre persone, la propria esperienza con finalità di:
-INFORMAZIONE E PREVENZIONE;
-AFFIANCAMENTO NEL CAMMINO CHE PORTI ALLA DENUNCIA;
-AFFIANCAMENTO NEI RAPPORTI CON LE ISTITUZIONI;
-SOSTEGNO PRATICO E MORALE PER RIPRENDERE A VIVERE DOPO LA DENUNCIA.

Non sostituendoci dunque alle Forze dell'ordine, nè alla ricerca di rivalse o di vendette personali, ma alla ricerca di una partecipazione Civile, al problema usura.

Gabriele, Mara e Cesarina


A Paolo Borsellino e a tutti gli altri.
Tra le attività che svolge la nostra associazione contro l’usura, ce n’è una che prediligo e che credo sia tra le più importanti: l’incontro con gli studenti.
Così, di buon mattino, insieme ad Arthur della Rete Antimafia di Brescia, ci incamminiamo verso Vobarno, destinazione Istituto Perlasca.
Già, gli studenti, il nostro futuro, quelli che saranno un giorno imprenditori, operai, impiegati e perché no, classe politica.
Parlare di usura è sempre complicato, ma quando trovi l’attenzione, la curiosità e perfino la dolcezza, di un giovane che ti ascolta e ti chiede, comprendi quanto sia importante seminare, sperando che questi ragazzi e ragazze possano crescere Onesti, senza cedere a mostri come la mafia.
I messaggi che abbiamo cercato di lasciare sono semplici: vivere onestamente, vivere accettando la propria condizione, anche economica, con serenità, senza volere necessariamente tutto subito, anche quando non ce lo possiamo permettere: imparare ad aspettare, senza vergognarci se oggi abbiamo qualcosa in meno del vicino di banco.
Forse queste persone avranno ora più chiaro che la mafia c’è, che la mafia non è un modo di dire, che la mafia va combattuta quotidianamente, anche quando tanti, perfino alcuni prefetti (vedi vecchie dichiarazioni di Tronca e Lombardi), sostengono che la mafia non esiste.
Ma se non esiste, come si spiegano i 130 beni confiscati alle cosche nella sola provincia di Brescia? Come si spiegano le imprese edili che chiudono dopo l’infiltrazione della malavita? Che ruolo hanno le banche in questo sistema perverso, se sono proprio loro a spingerci, o addirittura ad indicarci, dove possiamo trovare il denaro gestito dalla malavita?
Ma come sempre, le nostre sono solo parole, tocca poi a chi ci ascolta intuire che la cosa riguarda tutti, che noi non vogliamo lasciarci inquinare, che tutti possiamo fare qualcosa.
Come dice Arthur: per essere persone Oneste non è necessario fare grandi manifestazioni, ma “basterebbe” che ognuno facesse il suo “pezzettino” ogni giorno, nel quotidiano e mettendo insieme tutti i nostri “pezzettini”, il mondo cambia davvero.
Insomma, dobbiamo decidere se vivere una vita da mafiosi, stando in silenzio, voltandoci dall’altra parte quando vediamo una ingiustizia, pensando solo a salvare noi stessi, o se invece vogliamo essere uno di quei “pezzettini”: certo, la prima strada è più facile, ma la seconda, anche se costa fatica, ci rende Uomini e Donne che possono andare a testa alta e che possono dire di onorare “in pieno”, il ricordo di tanti altri Uomini e Donne, che hanno pagato con la Vita.
Ad ognuno di noi la scelta.
Gabriele Guerini
Comitato antiusura della Valle Trompia



 
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